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Quella notte c’era molto vento e le imposte della nostra stanza che dava sul mare sbattevano senza interruzione, facendo un gran baccano. A un certo punto ti alzasti e le apristi per cercare di attutire il rumore. Vedemmo allora che in mare aperto era scoppiato un incendio su un piccolo peschereccio. Le fiamme si levavano alte e di un rosso sfavillante come in un falò, ed era evidente che la vita di diverse persone doveva essere seriamente in pericolo: eppure noi non provammo nessun turbamento, presi solo dalla bellezza della scena. Ma appena richiudemmo le imposte io fui all’improvviso assalita dall’ansia. Le riaprimmo subito, ma probabilmente il peschereccio doveva essere ormai del tutto bruciato, perché sul mare non si vedeva più nessun fuoco, e la superficie delle acque si stendeva calma, nera e uniforme.

Inoue Yasushi, da Il fucile da caccia, Lettera di Midori, ed. Adelphi 2008