budrio-2009-cascata-di-fiori

Lo studio era pieno dell’odore intenso delle rose, e quando la brezza estiva passava tra gli alberi del giardino, penetrava dalla porta aperta il profumo pesante del glicine o la fragranza più delicata del biancospino. Dall’angolo del divano di cuscini persiani sul quale stava disteso, fumando, com’era suo costume, innumerevoli sigarette, Lord Henry Wotton poteva appena scorgere lo splendore dei fiori di citiso, che hanno la dolcezza e il colore del miele. I ramoscelli gracili sembravano quasi incapaci di reggere il peso di tanta fiammeggiante bellezza. Le ombre fantastiche degli uccelli in volo penetravano di quando in quando attraverso le lunghe cortine di seta cruda, le quali, spiegate davanti all’ampia finestra, producevano quasi un momentaneo effetto giapponese e facevano pensare a quei pallidi pittori di Tokio, dalla faccia di giada, che, impiegando come strumento un’arte che è necessariamente statica, tentano di darci il senso della rapidità e del moto.

Oscar Wilde, da Il Ritratto di Dorian Grey, Sansoni Editore, traduzione di Emanuele Grazzi

 budrio-2009-silenzio-pomeridiano

 

Quando i lillà fioriranno, l’ultima volta, nel prato davanti | alla casa | E il grande astro nel cielo d’occidente calava presto la | sera | Io ero in lutto, e sempre lo sarò, ogni volta che torni | primavera. | Primavera che sempre ritorni, sempre mi porterai | questa triade, | i lillà perennemente in fiore, l’astro che tramonta ad | occidente | Ed il pensiero di colui che amo.

Walt Whitman, da Quando i lillà, in Foglie d’erba