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Approfittando della Settimana della cultura (18-26 aprile 2009) e di un invito che non si poteva rifiutare ho avuto la possibilità di ri-visitare in veste di vera e propria turista una delle città italiane più belle del mondo: Florentia, Firenze.

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Il mio tour museo-gastronomico è partito dal Museo del Bargello, dopo una sosta al porcellino per un panino al lapredotto e una ai Fratellini per un altro al lardo di Colonnata marinato…

Bene, dicevo, il Museo del Bargello, dove tutto è opera d’arte da ammirare; innanzitutto il Palazzo stesso.

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Assolutamente straordinario è il cortile, porticato su tre lati, e ornato di uno scalone goticheggiante che si impone sul quarto lato alto e imponente, ricco di antichi stemmi fiorentini.

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Altro elemento non trascurabile è l’allestimento di questo cortile, sia nel pianterreno che al primo piano; in esso sono infatti esposte opere mirabilissime dell’Ammannati (parti di una fontana destinata ai Giardini di Boboli, ma lì mai collocata) e del Giambologna, quali l’Oceano, omone avente la stessa posa del Nettuno posta nell’omonima piazza a Bologna.

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Ma tanti altri sono gli elementi di grandi valore artistico in questo loggiato…il cannone di San Paolo, gli stessi affreschi dei portici, le vetrate delle finestre,…andare per vedere!

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 Ma se architettura e allestimento del cortile e del porticato sono da ammirare, da non perdere assolutamente sono le sale ricche di più straordinari capolavori di tutti i tempi. Dato che sarebbe troppo lunga la trattazione di tutto ciò che ho visto, vi rimando al sito del Museo stesso per maggiori approfondimenti.

Citando solo le opere di cui riesco a ricordare qualcosa da dire…

Partendo dalla sala della scultura del Cinquecento…

Beh, innanzitutto tante ma veramente tante le opere significative del suddetto Giambologna; quella che più mi ha colpito per imponenza ed evocatività è sicuramente La vittoria di Firenze su Pisa, simboleggiata da una donna (Firenze appunto) che sottomente un uomo (Pisa)  incatenandolo.

Altrettanto importanti, alcune sculture del Michelangelo, tra le quali Bacco e il Tondo Pitti, con Madonna e Bambino di una dolcezza davvero infinita, e i bronzetti originali del basamento del Perseo di Benventuo Cellini e un Bruto michelangiolesco proprio come me lo sarei immaginato, con le onde dei capelli corti appena accennate e la mascella serrata e dura proprio come se stesse ascoltando il celebre “Tu quoque…”.

Ma le meraviglie non finiscono qui:

Al piano superiore, nella sala del Donatello e della scultura del Quattrocento altr strepitose opere d’arte.

A questo punto una puntualizzazione (su questo potrei fare un gioco a premi): qualè la statua la cui copia è in Piazza della Signoria (e il cui originale è qui in questa sala) simbolo autentico della città di Firenze?

rullo di tamburi….

Il Marzocco! Ovvero quel leoncino quattrocentesco piccino piccino che regge uno scudo raffigurante il giglio fiorentino rosso su sfondo bianco; questo perché la città di Florentia era dedicata a Marte, dio della guerra simboleggiato dal leone.

Naturalmente questa sala celebra Donatello: innanzitutto con il David (di cui c’è una ricostruzione dorata alle spalle) e poi con altre opere tra le quali il San Giorgio che con aria fiera regge il suo scudo e nel bassorilievo ai suoi piedi scofigge il drago e salva la principessa.

Proseguendo il tour…le maioliche dei della Robbia davvero spettacolari per colori e delicatezza e la sala islamica con ori, vasi, scatole sferiche, elmi e decorazioni raffinatissime…tra mille e una notte e le crociate.

Nel Verone infine, ovvero il Loggiato al primo piano, altre opere del Giambologna, per l’esattezza degli animali in bronzo.

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E con questo le opere del museo sono finite…ma non del tutto! In questi giorni infatti è allestita al piano terra del palazzo una mostra davvero molto bella, i Marmi vivi sulle sculture del Bernini e sulla nascita del ritratto barocco.

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Da qui in poi la gita continua…

il seguito in un’altra puntata.

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