La mia città

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 Qual pare a riguardar la Garisenda
‘sotto ‘l chinato, quando un nuvol vada
sovr’essa sí, che ella incontro penda
tal parve Anteo a me che stava a bada
di vederlo chinare … 
 

Dante Alighieri – Infern0, XXXI, 136-149-

Vi sono diverse città italiane che hanno un soprannome che ne ricorda l’origine storica o che le descrive: Roma, la città Eterna; Venezia, la Serenissima; Genova, la Superba; Firenze, la Bella; Padova, la Dotta. Ma soltanto  Bologna di soprannomi ne ha tre: la dotta, la grassa e la rossa.  

La Dotta 

Questo primo appellativo è dovuto alla presenza in questa città dell’università più antica del mondo occidentale, risalente al 1088, la più antica del mondo occidentale: l’Alma Mater Studiorum.

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La Grassa

 Questo secondo soprannome è invece legato alla tradizione del bolognes iper una cucina sostanziosa ed opulenta.

 Ma, come afferma Massimo Montanari, docente di storia medioevale al Dipartimento di Paleografia e Medievistica dell’Università di Bologna:

La fama gastronomica di Bologna è strettamente legata all’Università. Lo Studium costituisce fin dai secoli centrali del Medioevo il vero segno dell’identità cittadina, e attorno a questa identità si definisce anche quella gastronomica: Bologna è “dotta” e “grassa” insieme. “Dotta” perché “grassa”: solo l’abbondanza alimentare consente di accogliere e nutrire una popolazione studentesca molto grande per l’epoca, che si è mantenuta grande nel tempo rispetto alle dimensioni della città. “Grassa” perché “dotta”: il concentrarsi di studenti a Bologna garantisce uno straordinario arricchimento culturale anche nel campo della gastronomia; ciascuno porta la sua esperienza, fa di Bologna un luogo di incontro, un “ponte” fra varie tradizioni europee; tornando a casa, ciascuno di quegli studenti (e di quei professori) porta con sé ricordi positivi dei giorni passati in quella città, e si istituisce pertanto un meccanismo di doppia circolazione: lo Studio importa cultura gastronomica ed esporta un’immagine forte di sé. Non è quindi un paradosso che non dentro, ma fuori si cominci a costruire il mito di Bologna grassa: un mito che nasce, secondo ogni apparenza, a Parigi attorno al XII secolo; e di qui rimbalza a Bologna, che lo fa suo e lo conserva nel tempo.

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La Rossa

Ragione di questo nomignolo è duplice: da un lato il colore rossastro delle case della città, dall’altro il suo tradizionale schieramento politico.

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La turrita

Altro elemento caratterizzante della città sono le torri medievali, sparse un po’ per tutto il centro; le più famose sono la Garisenda e la torre degli Asinelli, che rappresentano oggi il vero e proprio cuore del centro storico.

2 risposte a “La mia città”

  1. Se vuoi fare un giro su

    http://habanera-nonblog.blogspot.com/

    ci sono molte belle immagini di Bologna.
    (non mie, purtroppo)

  2. mazzanticg ha detto:

    Grazie del consiglio!
    Properzia

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